Così è spiegata la genesi di questo blog: un solo rigo, ma abbastanza contenuti da accogliere le mille, futili motivazioni che mi hanno spinto a sprecare qualche minuto del mio futile tempo, digitando pensieri confusi.
non ho certo la pretesa di intrattenere, educare, comunicare, informare...Non sono pagato per raggiungere nessuno di questi alti scopi; per la verità, stesso trattamento dovrebbero subire quasi tutti quelli che, allo stato attuale, precepiscono compensi per fare quanto sopra, dato lo sconfortante livello qualitativo generalmente offerto e la malcelata predisposizione a piegarsi ai venti più o meno forti che sferzano il mondo.
Non ho la pretesa di fornire alcuna verità o emozione, nè di condividere. Non avrei neppure la pretesa di scrivere un blog, se non fosse che ormai te lo spacciano ai semafori tra i fazzolettini di carta. Non riesco a decifrare coscientemente cosa mi spinge a delirare su queste righe, forse il "poterlo" fare; forse la presunzione di avere un barlume di sensatezza in tanto sproloquio e, badate bene, parlo di sensatezza, non di cognizione di causa. Forse il bisogno di sfogare certe basse pulsioni intellettuali, un primitivo "bloggo, quindi esisto"; un'intima rivolta all'ennesimo abuso della lingua italiana portata avanti da una o più DE-generazioni di illetterati.
L'idea di salire sul mio personale Speakers' Corner e vaneggiare liberamente, in attesa di qualcuno che si creda in diritto di censurarmi, o deridermi . Più difficilmente di qualcuno che condivida atomi del malessere che mi ha spinto a scrivere queste righe.